FERNANDO UREÑA RIB

 

 

 

L'ARTE DOMeNICANO

 

PRESENZA DI ORFEO

NELLE OPERE DI

FERNANDO UREÑA RIB

 

 

"Alla musica dolce di Orfeo, cessava il fragore del rapido  torrente, e l'acqua fugace, obliosa di proseguire il  cammino, perdeva il suo impeto ... Le selve inerti si  movevano conducendo sugli alberi gli uccelli; o se  qualcuno di questi volava, commuovendosi nell'ascoltare  il dolce canto, perdeva le forze e cadeva ... Le Driadi,  uscendo dalle loro querce, si affrettavano verso il  cantore, e perfino le belve accorrevano dalle loro tane al   melodioso canto ..."

Le Danze Órficas, la mostra che esibisce Fernando Ureña Rib nel museo dell'arte moderna, è un lavoro dove la poesia, la musica ed la anche la danza sembrano insieme. L'insieme ricrea tutto una scena scintillante dell'espressione colorita e profonda di allegorie onírice.

Nell'antichità esistettero molti libri attribuiti a Orfeo o a suo figlio Museo, ed esercitarono molto influsso su autori come Pindaro e Platone. Degli orfici ci sono giunte le tavolette auree, con estratti di scritti della setta, che venivano seppellite coi morti; una raccolta di inni assai tardi (sec. V-VI), in esametri che riproducono aspetti tradizionali, assai più antichi, della religiosità orfica e una serie di citazioni fatte da scrittori posteriori. In tutti è sensibile il carattere mistico della religione orfica.

Ureña Rib è fondamentalmente un pittore figurativo. Lui e allontanato coscientemente delle tendenze de avanguardie e trans vanguardie. Fedele all'elezione di quel corso e durante i molti anni, la figura della donna ha continuato ad essere l'asse centrale della sua ispirazione. Oggi, nella sua lavore pittorica, la donna e intorno ad un universo de grande bellezza e lirismo.

Ora lui ricrea per il nostro piacere visivo ed intellettuale, determinati vecchi miti. Poiché oltre che il pittore e anche un narrator eccellente, Fernando Ureña Rib è un allievo della filosofia, di storia e di mitologia. Ripresa dell'uno dei relativi argomenti favoriti di la teogonía Greca, Ureña Rib  ora porta a noi la sua visione della filosofia órfica. Anche se gli impianti riflettono quel mondo, la connotazione pittorica, tuttavia, è indipendente, valido in sè ed esso può essere giudicato con indipendenza assolutan dei miti che la ispirano.

Poiché i balli di Órficas trasmettono quei principii della purezza ed delle sensibilità che caratterizzano il transito di Orfeo, dalle profondità del Hades, nella ricerca della sua amata crisalide di Eurídice. Ed in quell'ordine ci siamo ricordati di un'altra mostra grande dell'artista, le crisalidi, presented/displayed nel museo dell'arte moderna in 1996. Ed è che questi figurations sono allo stesso tempo uno studio sull'anatomia ed i corpi nel movimento del ballo. In questo caso, il ballo deve sempre circolare, cioè, infinito. Un ballo perpetuo della tolleranza espressiva singolare lega i padroni della relativa esecuzione alla ricchezza di mythical il suo imaginería.

Onirica

Sotto il mare, fra i ghiacci disciolti, nelle terre coltivate di Toscana, o tra le piante dei tropici, la Natura rivela le sue forme attraverso l'imagine del sogno. Si concede, sensuale e colorata, tridimensionale e tentatrice, attraverso la luce che, con un raggio esterno, ilumina ed inmovilizza le trasformazioni oniriche.

Nelle opere di Fernando Ureña Rib vivono le imprevedibili immagini subacquee dei caldi mari del sud, le scomposizioni del ghiaccio scandinavo; vivono le forme dei frutti tropicali e le calde simbologie sessuali di una femmina, l´aria oppresiva e viola degli altipiani colombiani e le falliche immagini della fertilità.

Egli dipinge figure che appaiono, come nel divenire di un sogno, senza logica e senza preavviso, e sua leggi formali che, moltiplicandosi, propongono il movimento: La sempre presente diagonale curva che dona alle opere la memoria ed il suggerimento della spiralle estatica

Sempre si ripropongono, all'interno di questo onirico terreno, le fracce di una razionalità ,meccanica, figurativamente presenti nella rappresentazione di piccoli segni di viti di ferro, di strisce di metallo, o di guizzzi di luce di acciaio: esse connettono la natura ed il mondo artificiale della meccanica, legandoli in una composizione priva di logica ma armonica, in cui non esiste la fredda sofferenza della ragione, ma solo u pensiero libero di associare gli eventi storici con quelli antropologici.

Lo spazio di queste opere è uno spazio in qui solo il sogno detta le sue imprevedibili disposizioni, esenti da leggi e regole, che la luce svela come d'incanto e solo per un attimo, il tempo della creazione, assolutamente dall'alto e in un contesto che non è mai reale. Eppure, rappresentata in queste opere è sempre una realta ed i colori, usati nelle loro armonische gradazionei, sono quelli gioiosi della terra o lucidi delle machine, indisolubilmente legati tra di loro, proposti comoe pure scagie e sciolti nelle cose, come nella vita.

LUCILLA NOVIELLO

Roma, Italia. Istituto Italo Latinoamericano de Roma

 

 

 

FERNANDO URENA RIB

ART STUDIO

 

 

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Revisado: April 17, 2010
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